Mara Fumagalli e il ceco Martin Stosek vincono la la Südtirol Dolomiti Superbike a Villabassa

Di GIANCARLO COSTA ,

Partenza Südtirol Dolomiti Superbike (foto newspower)
Partenza Südtirol Dolomiti Superbike (foto newspower)

Sabato 13 luglio sulla 25esima edizione della Südtirol Dolomiti Superbike a Villabassa, in Alto Adige, si è acceso un bel sole e i 4000 biker al via hanno tirato un sospiro di sollievo. Poi tutti a pedalare sui due tracciati, il percorso lungo di 113 km con 3357 metri di dislivello e il medio di 60 km e 1785 metri di dislivello, con gli scenari dolomitici da favola.
Il ceco Martin Stosek e l’italiana Mara Fumagalli hanno firmato la gara più lunga, con la classifica in continua mutazione, fino all’ultimo. Stosek ha concluso in 4h27’04” mentre il posto d’onore è andato ad un altro ceco, Kristian Hynek, compagno di squadra del vincitore e primo nel 2013, giunto al traguardo con 35” di ritardo. A completare il podio il colombiano Leon Hector Leonardo Paez, che ha chiuso ad 1’42” da Stosek. Giù dal podio l’italiano Juri Ragnoli, attardato di 1’51” ed a completare la top five Daniele Mensi, a 1’52”. Al via, in prima fila ci sono i più titolati e affamati di gloria, i più autorevoli protagonisti della sfida, atleti del calibro del portoghese neo campione europeo Tiago Ferreira, sesto al traguardo, il vice campione europeo e neo campione italiano Samuele Porro, vincitore lo scorso anno a Villabassa, settimo alla fine in una giornata per lui non delle migliori. E poi Diego Arias Cuervo, ottavo con il rammarico di non essere riuscito a fare gioco di squadra con il compagno e connazionale Leonardo Paez. Hans Becking si accontenta del nono posto davanti a Francesco Casagrande. Più dietro altri big della specialità.

Al primo rilevamento, a San Candido, sono Paez, Ragnoli, Lakata, Hynek, Pruus, l’altoatesino Rabensteiner, Stosek, Ferraro, Becking e Casagrande a fare l’andatura raccolti nell’arco di 2-3”. Al femminile Sosna, Fumagalli, Gaddoni e Pintaric formano la testa della corsa, con Steger attardata. Alle pendici di Monte Elmo, dopo 55 km, al “GPM sprint Dolomiti di Sesto” la prima scrematura: Paez battistrada, Ferreira incollato alle sue spalle, più dietro Ragnoli, con Stosek e Hynek a ruota. Nella femminile, Pintaric transita con poco meno di 2” su Sosna e poco meno di 3” su Fumagalli. Paez imprime il proprio ritmo alla gara ed è in testa anche a Sesto, con Ferreira attaccato e Hynek a quasi 1’. Sosna, Pintaric e Fumagalli procedono pressoché insieme. La gara si decide sulla salita di Prato Piazza, quando Stosek alza il ritmo e Paez preferisce salire senza forzare ritmo e passo. Il campione ceco rosicchia metri e secondi e crea quel margine che gli consente di scavare un solco importante. Dietro a Paez, ad una dozzina di secondi, Hynek, capace nel finale di acciuffare e superare il colombiano.

In campo femminile, l’azzurra campionessa italiana e neo europea marathon in carica Mara Fumagalli (5.28’57”) coglie il quattordicesimo successo stagionale in altrettante gare disputate, ma soprattutto porta al successo i colori italiani alla Dolomiti Superbike dopo l’ultima vittoria di Elena Giacomuzzi nel 2008!
Alle spalle della “regina operaia” ecco la slovena Blaza Pintaric (1’08”), proprio come agli Europei marathon del 6 luglio scorso a Kvam, in Norvegia. La brianzola di Garbagnate Monastero, capace di allenarsi giornalmente conciliando, da tre lustri, la propria passione per la mountain bike con otto ore di lavoro in fabbrica, non lascia scampo all’avversaria slovena, che le è rimasta vicina (a una ventina di secondi) fino alla salita di Prato Piazza, quando l’azzurra ha allungato il passo, mettendolo al sicuro. Terza la lituana Katazina Sosna (a 2’41”). Ai piedi del podio Elena Gaddoni (a 6’47”) e quinta Jana Pichlikova (a 21’38”). Sesta la tedesca Katrin Schwing (a 30’08”) e brillante ottava l’altoatesina della Valle Aurina Elisabeth Steger (a 37’46”).

Nel percorso corto di 60 km e 1.785 metri di dislivello successo all’italiano Stefano Valdrighi (2.15’39”), davanti al connazionale Nicola Taffarel, a 26”, e terzo l’esperto Martino Fruet, classe 1977, frenato da una foratura nell’ultima discesa, giunto a 1’15”. Quarto l’altoatesino Klaus Fontana, a 2’43” e quinto il giovane Michael Wohlgemuth, a 3’22”. In campo femminile si impone la veronese Chiara Burato (2.44’24”): prima partecipazione, fortemente voluta e subito davanti a tutte. Alle spalle della vincitrice tre altoatesine: la vincitrice dello scorso anno, Anna Oberparleiter (a 2'25), che si accontenta del secondo gradino del podio dopo aver perso terreno nel finale, e Sandra Mairhofer (a 6’17”), che completa il podio. Quarta Greta Pallhuber a 14’08. Il più partecipato e longevo evento italiano in materia di ruote grasse ha celebrato le nozze d’argento con circa 4mila bikers al via.
Quattro i senatori che hanno disputato tutte le edizioni, vale a dire 100 anni di ‘storia’ della mtb da raccontare insieme. Si tratta di Thomas Widmann, Emil Oberegger, Manfred Arnold e Peter Paul Laner.
Come sempre la Südtirol Dolomiti Superbike si è rivelata un grande happening, con arrivi che si sono protratti fino al tardo pomeriggio.

Fonte Newspower

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa

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