L’olanda domina i Mondiali di Ciclocross con Mathieu van der Poel e Ceylin del Carmen Alvarado

Di GIANCARLO COSTA ,

Mathieu van der Poel vincitore del Campionato Mondiale di Ciclocross (foto federciclismo)
Mathieu van der Poel vincitore del Campionato Mondiale di Ciclocross (foto federciclismo)

Si chiude tra pioggia e grandi conferme l'edizione 2020 dei Campionati Mondiali di Ciclocross, in programma a Dubendorf in Svizzera questo sabato e domenica. Dominio assoluto della Nazionale olandese, che si è presa ben 7 medaglie su 9 in palio: nella prova Elite è infatti il solito Mathieu van der Poel a conquistare il titolo iridato, il terzo da Elite ed il quinto nella sua splendida carriera da crossista (due gli ori vinti tra gli Junior). L'olandese porta a casa l'oro mondiale al termine di una prestazione che resterà negli annali, prendendo la testa della gara sin dalla partenza e non mollandola mai. Dopo la prima tornata van der Poel aveva già staccato tutti, riuscendo in poco tempo a costruirsi un vantaggio superiore al minuto. Al secondo posto arriva Tom Pidcock, con un distacco di addirittura 1’20” dal tulipano: al britannico non resta che la consolazione di essere il primo corridore non belga o olandese a piazzarsi sul podio iridato dal 2014. Medaglia di bronzo per Toon Aerts, primo di un Belgio che ha subito una delle sconfitte più eclatanti della sua storia. Quarta posizione per Wout Van Aert. Due azzurri in gara: Nicolas Samparisi è giunto 30esimo, mentre Cristian Cominelli 31esimo.

JUNIORES - Belgio grande protagonista della prova maschile juniores, in cui il super favorito alla vigilia Thibau Nys non tradisce le aspettative e vola sul gradino più alto del podio, dominando la gara con un attacco in solitaria a poco meno di due giri dal traguardo. Il figlio d'arte, già campione europeo a Silvelle, precede i connazionali Lennert Belmans di 31" e Emiel Verstrynge di 38", che con l'argento e il bronzo hanno suggellato il dominio della nazionale belga in questa categoria. Quarta piazza per l'idolo locale Dario Lillo, che ha perso l'occasione di una medaglia per una scivolata proprio in vista del traguardo. Migliore tra gli azzurri Lorenzo Masciarelli, che termina al 19esimo posto. Sfiora soltanto la Top 20 Davide De Pretto, che nonostante l'ottima partenza non supera la casella numero 21 in classifica, quindi 29° Bryan Olivo, 38° Filippo Agostinacchio e 54° Ettore Lo Consolo.

DONNE ELITE – Terza maglia iridata per la Nazionale olandese, che trionfa anche nella prova Elite femminile disputata sabato. Una vera e propria favola, quella di Ceylin Del Carmen Alvarado: un talento unico in questa disciplina, tanto da disputare la prova mondiale tra le Elite pur essendo ancora una Under 23. Nata a Cabrera, nella Repubblica Dominicana, oggi vive a Rotterdam, dove il ciclocross è quasi una religione. Ha messo alle spalle sole, caldo e mare cristallino preferendo una bici, una maglia arancione e tanto fango, arrivando a vincere oggi l'oro mondiale al termine di una prova brillante, in cui è riuscita ad interpretare alla perfezione il percorso svizzero nonostante abbia solo 21 anni. Il tutto aiutata dalle sue compagne di squadra sin dalle prime battute di gara: Annemarie Worst, Lucinda Brand, Yara Kasteljin e la Alvarado corrono come se stessero svolgendo una cronometro a squadre, distanziando sin da subito tutte le avversarie e mettendo in scena un vero e proprio monologo orange. Nel finale la Worst sembra avere qualcosa in più, ma la giovane compagna di squadra non molla, trionfando al termine di uno sprint mozzafiato a due. Sul terzo gradino del podio sale la Brand, mentre in quarta piazza chiude Katherine Compton. Migliore delle azzurre al traguardo è l’irriducibile Eva Lechner, che chiude in settima posizione: "Ho fatto una buona corsa anche se, dovendo rincorrere, non sono mai riuscita a respirare e alla fine questo si è fatto sentire. Comunque posso ritenermi soddisfatta di come è andato il mio decimo mondiale di cross". 17ma posizione infine per Alice Maria Arzuffi: "Ho dato il massimo, non ho avuto fortuna. Ho rotto la ruota davanti subito alla seconda curva, poi sono caduta ancora nell'ultimo giro. Peccato, perché il circuito era adatto a me".

DONNE UNDER 23 - Né olandesi né belghe nel podio della prova femminile Under 23 per un epilogo tutto a sorpresa: è la francese Marion Norbert Riberolle a trionfare a Dubendorf, già bronzo agli Europei di Silvelle di categoria. La transalpina si rende protagonista di un'azione straripante, partendo a tutta sin dal primo giro e generando il vuoto dietro di lei. Niente da fare per le avversarie, che non sono riuscite ad opporre alcun tipo di resistenza. La sfida aperta per l'argento la vince l'ungherese Blanka Kata Vas, a 26”, mentre la britannica Anna Kay è terza. Quarta posizione per l’americana Katie Clouse, mentre subito dietro le olandesi Manon Bakker e Inge Van Der Heijden.
Buona gara per le azzurre, due su tre nella top ten finale: settima piazza per Francesca Baroni a circa 2' dalla vetta e ottava Sara Casasola a 2'29'', entrambe protagoniste di un finale di gara in crescita che le hanno permesso di recuperare posizioni. 15esima infine Gaia Realini.

Fonte federciclismo

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa

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