Gerhard Kerschbaumer vince gli Internazionali d’Italia Series in Val Casies, la canadese Pendrel prima donna

Di GIANCARLO COSTA ,

Gerhard Kerschbaumer vincitore in Val Casies (foto Russolo)
Gerhard Kerschbaumer vincitore in Val Casies (foto Russolo)

Mercoledì 2 Giugno in Val Casies (Alto Adige) si è disputato il Südtirol Trophy, valido per il circuito Internazionali d’Italia Series.
Nella bella giornata di Val Casies, verde e splendida sorpresa per tanti fra atleti e addetti ai lavori, è arrivata anche la notizia più attesa per i colori italiani. Dopo un inizio di stagione complesso e a tratti frustrante sul piano dei risultati, Gerhard Kerschbaumer (Specialized Racing Team) ha colto la prima vittoria stagionale in grande stile, rilanciando le proprie ambizioni in vista dei Giochi di Tokyo e dei Mondiali in Val di Sole, un obiettivo sentito dall’altoatesino ancor più dei cinque cerchi.
Può sorridere il CT Mirko Celestino, così come sorride anche Catharine Pendrel (Clif Pro Team), una grande campionessa capace di tornare al successo appena quattro mesi dopo aver dato alla luce la sua primogenita. Per la gara organizzata dal SSV Colle/Casies, due campioni sul primo gradino del podio e due belle storie da raccontare: difficile chiedere di più a questa quarta tappa di Internazionali d’Italia Series.

Uomini Open: Kerschbaumer piega un super-Avondetto

Era il 20 Luglio 2019 quando Gerhard Kerschbaumer vinceva a Chies d’Alpago il suo secondo titolo italiano consecutivo, poche settimane dopo aver conquistato l’edizione 2019 di Internazionali d’Italia Series. Da allora, un lungo digiuno di successi, passato anche per la mesta stagione del COVID, interrotto Mercoledì 2 Giugno proprio nel suo Alto Adige, in quella Val Casies che lo aveva visto correre da bambino, e oggi lo ha ritrovato campione, e al meglio delle sue grandi doti.
Sul duro tracciato della 4a tappa di Internazionali d’Italia Series, Kerschbaumer ha voluto subito imporre il ritmo e mettere le cose in chiaro – così come subito chiaro è stato chi fosse l’unico atleta capace di contrastarlo: reduce dal primo podio in Coppa del Mondo Under 23, il piemontese Simone Avondetto (Trek-Pirelli) continua a dimostrare, gara dopo gara, di essere competitivo ai massimi livelli.
In una gara selettiva, in cui il 30enne del Team Specialized ha più volte cercato di forzare il ritmo, in salita e nelle discese tecniche, il miglior Under 23 di Internazionali d’Italia Series ha risposto colpo su colpo fino alla penultima tornata, quando ha dovuto concedere a Kerschbaumer lo strappo decisivo. Alla fine, saranno 37 i secondi di scarto fra Kerschbaumer ed il piemontese, che grazie a questo risultato è salito in vetta – per un solo punto – alla classifica generale Uomini Open di Internazionali d’Italia Series ad una gara dal termine. Per Kerschbaumer, invece, c’è il primo successo con la nuova maglia rosso-nera, e soprattutto la convinzione che la ruota stia finalmente girando. Alle spalle dei due duellanti, il cileno Martin Vidaurre si è inserito al terzo posto ad 1.01, davanti ad Andreas Vittone (KTM Protek Elettrosystem) e Anton Sintsov (Struby Bixs Team). Ottavo Gioele Bertolini (Trinx Factory Racing) dietro ad un ottimo Davide Toneatti (Team Rudy Project), decimo posto per Nadir Colledani (MMR Racing Team).

Gara femminile

In campo Donne Elite, Valle di Casies – Südtirol Trophy ha ospitato una delle prove più dure dell’intera stagione fin qui: ben cinque più lancio i giri sul tracciato da 4 km e 175 metri di dislivello, che hanno regalato quasi un’ora e quaranta di grande sfida.
A vincere la prima edizione del Südtirol Trophy è stata la canadese Catharine Pendrel (Clif Pro Team), un’atleta non certo nuova al primo gradino del podio: la 41enne nordamericana ha infatti nel suo palmares ben due titoli generali della Coppa del Mondo e una medaglia di bronzo olimpica conquistata a Rio 2016.
Per lei, tuttavia, il successo di Val Casies ha un sapore speciale, dato che arriva appena quattro mesi dalla nascita della primogenita.
Dopo il giro di lancio condotto dall’altra canadese Jennifer Jackson (Norco Factory Team XC), la Pendrel ha preso decisamente il comando delle operazioni dal secondo giro, con la sola leader del circuito Chiara Teocchi (Trinity Racing) capace di mantenersi a distanza ravvicinata.
La situazione è mutata solo nell’ultima tornata, quando la Teocchi ha pagato gli sforzi dei primi giri, mentre l’altra canadese Sandra Walter è riuscita in una notevole rimonta, terminando al secondo posto a soli 7 secondi dalla vincitrice. Terzo posto a 1.21 per Teocchi, sempre più in testa alla classifica generale del circuito, solo quarta a 2.38 Eva Lechner (Trinx Factory Racing) davanti a Martina Berta e all’atleta di casa Greta Seiwald (entrambe Santa Cruz-FSA).
Sempre in campo femminile, Sara Cortinovis (Four ES Racing Team) ha proseguito la sua stagione perfetta, vincendo la quarta gara in altrettante prove di Internazionali d’Italia Series nella categoria Junior Donne. Netto il margine sulle rivali: secondo posto a 3.07 per Noemi Planckesteiner (Trinx Factory Racing), terzo per Sophie Auer (A.s.d. St. Lorenzen Rad) a 4.30.

Fonte internazionaliditaliaseries

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa

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