Domenica si corre la HERO Südtirol Dolomites, più di 4000 biker al via

Di GIANCARLO COSTA ,

Leonardo Paez vincitore Hero Südtirol Dolomites (foto wisthaler)
Leonardo Paez vincitore Hero Südtirol Dolomites (foto wisthaler)

Saranno ben 4.019 i biker al via della decima edizione della BMW HERO Südtirol Dolomites, in programma sabato 15 giugno a Selva di Val Gardena. Alla partenza vi saranno numerosi atleti di livello mondiale. In campo maschile spiccano le partecipazioni del recordman di vittorie alla HERO, Hector Leonardo Paez, e del tre volte campione del mondo Alban Lakata. Tra le donne grande attesa invece per l’ex campionessa della HERO Elena Gaddoni e per la detentrice del record di vittorie Katrin Schwing.

Uno sguardo alla lista dei partecipanti è sufficiente: anche nella propria decima edizione la HERO sarà non solo la più dura gara Marathon al mondo, ma anche una di quelle con più fuoriclasse al via.

Il recordman ed il tre volte campione del mondo
Per quanto riguarda la prova maschile, lunga 86 km per 4500 metri di dislivello, il primo campione da citare è Hector Leonardo Paez. Il colombiano ha vinto ben cinque delle nove edizioni della HERO sin qui disputate e non bisogna sorprendersi se anche nel decimo appuntamento è pronto ad entrare di diritto nel novero dei favoriti. Un ruolo che non spaventa di certo il biker: «Attualmente mi trovo in Austria e sto preparando al meglio la gara, cercando di non faticare troppo. Alla maratona di Selva mi presenterò tranquillo, si tratta di una competizione che amo per il suo panorama fantastico e perché negli anni mi ha saputo regalare tante gioie. I miei ricordi in merito a questa maratona sono meravigliosi e proprio per questo sarà bello tornare ancora una volta a Selva di Val Gardena.»

Tra gli ospiti fissi della HERO non mancherà anche nell’edizione 2019 Alban Lakata, fuoriclasse austriaco capace di conquistare proprio in questa cornice uno dei propri tre titoli mondiali di Marathon, nello specifico quello dell’edizione 2015. L’atleta di Lienz nel frattempo ha cambiato squadra ed in autunno è diventato papà per la seconda volta. «Questi due avvenimenti hanno indubbiamente influito sulla mia preparazione per questa stagione – ci spiega -.
In generale comunque tutto sta procedendo per il meglio». Visto che lo stato di forma sta crescendo giorno dopo giorno, l’auspicio dell’austriaco è quello di poter competere per una medaglia ai Mondiali ed agli Europei e magari quello di lottare per un posto sul podio anche nella HERO.

Preparazione turbolenta per due tra i favoriti
Come concorrenti per il successo finale Lakata teme non solo Paez, ma anche Urs Huber e Juri Ragnoli. Lo svizzero Huber, lo scorso anno vincitore della classifica generale di Alpine Cup, ha tuttavia alle spalle una preparazione difficoltosa. In primavera ha dovuto infatti interrompere per quattro settimane gli allenamenti a causa di una malattia. Il campione si presenta dunque alla HERO con alcune incognite. «Visto quanto avvenuto di recente, per me è difficile fissare dei traguardi – afferma Huber -. Sarò in ogni caso felice di presentarmi al via, perché vuol dire che sono nuovamente in grado di gareggiare, e di provare a dare il massimo».

Complicata anche la preparazione stagionale di Juri Ragnoli, diventato padre per la prima volta in maggio. «I giorni dopo la nascita di mio figlio Leonardo, avvenuta lo scorso 23 maggio, sono stati davvero emozionanti e proprio per questo è stato difficile rispettare i miei allenamenti ed i miei periodi di riposo – racconta il trionfatore della HERO 2017. Ragnoli ha rinunciato quest’anno anche all’allenamento in quota, ma spera comunque di poter competere per la vittoria: Ho fatto una bella prima parte di stagione e la preparazione per la HERO sta andando molto bene, penso che il 15 giugno mi presenterò molto competitivo al via. Non vedo l’ora!».

Il campione europeo ed un team italiano di grande valore
Al via della decima edizione della HERO ci sarà anche Alexey Medvedev. Il momento più atteso della sua stagione sarà il campionato europeo, dove proverà a difendere il titolo conquistato lo scorso anno. Anche per questo il russo ha deciso di non svelare le proprie carte: «Non mi sento né bene né male e come piazzamento punto ad un posto tra i Top 5. Mi piacerebbe ben figurare in questo appuntamento, la HERO è una gara lunga e molto dura. Sono comunque fiducioso». Una sensazione condivisa anche con altri due tra i favoriti, il vincitore della Transalp 2018 Markus Kaufmann ed il colombiano Diego Alfons Arias Cuervo.

Per quanto concerne la squadra italiana, oltre a Ragnoli va sicuramente citato Samuele Porro. L’azzurro è campione italiano di Marathon in carica e nella sua carriera ha già vinto due volte la Roc d’Azur, conquistando per due volte anche il podio nella Cape Epic. «La mia preparazione sta proseguendo nel migliore dei modi – ci ha confidato -, ho svolto un periodo in altura per potermi presentare alla HERO in buone condizioni. Il mio obiettivo? Punto a migliorare il quarto posto dello scorso anno».

Ragnoli e Porro non sono peraltro le uniche frecce a disposizione nella faretra della corazzata italiana. Al via della HERO 2019 ci saranno anche Martino Tronconi, secondo lo scorso anno, Cristiano Salerno, Daniele Mensi, Mattia Longa, Simone Ferrero ed il trentino Tony Longo. A proposito di atleti locali: gli occhi degli altoatesini saranno puntati soprattutto su Fabian Rabensteiner, quarto agli italiani marathon, e sullo specialista delle prove di durata Franz Hofer, proveniente dalla Val Sarentino.

Numerose campionesse nella HEROX
Se gli uomini saranno chiamati a gareggiare sulla distanza degli 86 km, la gara femminile misurerà 60 km per 3200 metri di dislivello. Un percorso che la tedesca Katrin Schwing ha già dimostrato di saper domare, in particolare vincendo le edizioni del 2011 e del 2012. La detentrice del record di vittorie alla HERO sarà al via anche nell’appuntamento del 2019 e cercherà di far valere tutta la propria esperienza contro la slovena Blaza Pintaric e contro la quotata squadra italiana. Quest’ultima sarà guidata dalla vincitrice della HERO 2017, Elena Gaddoni, che non si sente tuttavia di ricoprire il ruolo di favorita: «Quest’anno mi sono allenata meno rispetto al passato per via del mio nuovo lavoro, ma darò comunque il massimo e non vedo l’ora di presentarmi al via».

Oltre alla Gaddoni, il team italiano presenterà tra le proprie punte di diamante anche Maria Cristina Nisi, già terza e quarta nel 2016 e nel 2017, così come Mara Fumagalli. La terza classificata dello scorso anno ha già dimostrato il suo ottimo stato di forma, in particolare vincendo a maggio la Capoliveri Legend, impegnativa gara di durata sull’isola d’Elba. «Cercherò di arrivare alla HERO nelle migliori condizioni possibili – ha scritto l’atleta sulla sua pagina Facebook -. È tempo di lavorare duro per migliorare l’importante risultato dello scorso anno e cercare di raggiungere il gradino più alto del podio. Per me la HERO non è solo una gara, ma LA GARA! Non si possono spiegare le emozioni che questo appuntamento lascia in eredità, per comprenderle bisogna per forza disputarla».

Per ulteriori informazioni: www.herodolomites.com

Fonte LDL COMeta

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa

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