Storica prima volta a Ivrea del Giro d'Italia: vittoria di tappa per lo spagnolo Intxausti, Vincenzo Nibali difende la maglia rosa.

Di GIANCARLO COSTA ,

Lo spagnolo Benat Intxausti vincitore della tappa Valloire Ivrea del Giro d'Italia 2013
Lo spagnolo Benat Intxausti vincitore della tappa Valloire Ivrea del Giro d'Italia 2013

Sono partiti da Valloire in Francia per arrivare nel cuore di Ivrea i protagonisti del 96° Giro d'Italia. 239 i km percorsi e 5h52'48” il tempo del vincitore. Ma questi sono i dati statistici di una giornata speciale per il Canavese e soprattutto per Ivrea. Mai il Giro era finito qui, l'anno scorso era passato con la tappa che arrivava a Cervinia, quest'anno invece l'arrivo è proprio qui, nell'area di fronte a Palazzo Uffici Olivetti, due pezzi di storia dell'Italia che si sono incontrati. E sono proprio gli ultimi 40 km “Eporediesi” che accendono lo spettacolo di una tappa che era partita da Valloire in Francia, scavalcando il confine al Colle del Moncenisio tra la neve, percorre tutta la Val di Susa, per poi transitare per Ciriè, Rivarolo fino a Ivrea.

Qui è iniziato un circuito di una quarantina di km, tra Burolo, Bollengo, Chiaverano, con la ripida salita di Andrate e la successiva tecnica discesa su Nomaglio, per rientrare su Borgofranco con gli ultimi km in piano attraverso Montaldo Dora e quindi il giro d'Ivrea. Non è stata passerella, ma gara vera, che si è accesa proprio al passaggio di Samone sotto l'arco dei -40km all'arrivo, con Sella, Kelderman e Pate che evadono dal gruppo dei fuggitivi che ha circa 1'30” di vantaggio sul gruppo.

Ero al passaggio di Banchette, paese alla periferia di Ivrea. Era addobbato a festa, come tutti gli altri paesi attraversati da questo Giro d'Italia, le scuole avevano fatto uscire i bambini che hanno assistito al multicolore passaggio della carovana del Giro, dei corridori che sono sfrecciati come un lampo come vuole la poesia del Giro, che si vede meglio in TV, ma solo sulla strada lo si respira e lo si vive come vuole la tradizione e una storia che dura da 96 anni. E' passata la maglia Rosa di Vincenzo Nibali, che poi abbiamo intervistato in sala stampa, un Nibali che porta fiero una maglia di leader del gruppo, un leader italiano che finalmente sembra all'altezza di raccogliere la pesante eredità dei grandi ciclisti italiani del passato, Felice Gimondi su tutti, al quale il campione siciliano dell'Astana sembra somigliare per stile di corsa e modi affabili e pacati nella comunicazione. O, come dice il suo direttore sportivo Martinelli, a Marco Pantani, che negli striscioni per strada e nel cuore della gente che ama il ciclismo, rimarrà per sempre il campione che ha fatto sognare.

Ma ritorniamo alla gara. Sulla salita di Andrate si fa selezione, che esclude i velocisti dal finale di tappa e lascia spazio ai cacciatori di tappa. Invece si muovono comunque i protagonisti della classifica generale, che non lasciano spazio, e al GPM di Andrate a quota 836 metri, passa per primo il colombiano Betancur, a 10” la maglia azzurra di Pirazzi, poi Scarponi Majka Kangert e quindi Nibali con il resto del gruppetto di 15 unità.

Un po' di bagarre si scatena in discesa, quando il basco Samuel Sanchez si accoda a Betancur e la maglia rosa Vincenzo Nibali fa due curve brillanti e recupera subito i fuggitivi tallonato da Scarponi. Un'altra dimostrazione più che di forza di grande tecnica ciclistica, un discesista vero. Da Borgofranco iniziano gli ultimi km pianeggianti.

All'ingresso in Ivrea allungano Niemec, Kangert e Intxausti, che si presentano nel lungo rettilineo d'arrivo di via Jervis, che termina davanti a Palazzo Uffici Olivetti. Nessuno dei tre è un velocista, quindi la volata lunga se l'aggiudica il più coraggioso, lo spagnolo Benat Intxausti, che si mette in testa e la mantiene fino al traguardo, su Kangert e Niemec, con i relativi abbuoni. A 14 secondi il gruppetto dei migliori, una quindicina, con Navardauskas, Evans, Pellizzotti, Scarponi, Majka. Herrada, Betancur, Rigoberto Uran, Nibali, Samuel Sanchez, Pirazzi e Fabio Aru nell'ordine.

Nella classifica generale perde 2'24” e 2 posizioni Mauro Santambrogio, ora 6°, con la maglia rosa sempre sulle spalle di Vincenzo Nibali, 2° Cadel Evans a 1'26”, 3° Rigoberto Uran a 2'46”, 4° Michele Scarponi a 3'53” e 5° Przemyslaw Niemec a 4'13”.

Grande festa sul palco delle premiazioni non solo per gli eroi di giornata, ma anche per Mark Cavendish, che conserva la maglia rossa di leader della classifica a punti e festeggia il suo compleanno, e per il comitato di tappa, composta da Ricca, Rostagno e dal Sindaco d'Ivrea Della Pepa, premiati da Mauro Vegni, il responsabile dell'organizzazione RSC Giro d'Italia. In fondo è stato grazie a loro che per la prima volta in 96 anni il Giro d'Italia è arrivato a Ivrea aprendo una finestra internazionale sul Canavese tutto, mostrando i luoghi incantevoli per la pratica di questo sport che anche in questo territorio sono numerosi e variegati.

Poi la conferenza stampa, anche qui nel salone 2000 della ICO Olivetti, un tempo cuore pulsante dell'industria elettronica italiana, ora teatro della comunicazione sportiva per un giorno.

Il vincitore di giornata, lo spagnolo Benat Intxausti, si dichiara ovviamente contento per la vittoria di tappa, forse ancora più importante della maglia Rosa da lui indossata per un giorno, visto che il suo obbiettivo primario a questo Giro era di alzare le braccia su un traguardo. Un successo che conferma il buon momento della sua squadra, la Movistar, vincitrice con Visconti solo 2 giorni fa sul prestigioso traguardo del Galibier. Un successo che lui dedica a Xavi Tondo, suo compagno di allenamenti che perse la vita per un banale incidente 2 anni fa. Spera anche di fare un buon risultato nella cronoscalata di giovedì da Mori a Polsa.

Tocca poi alla maglia Rosa, Vincenzo Nibali. Contento per aver passato un altro giorno in Rosa, sa che le tappe da giovedì a sabato saranno quelle decisive. Ritiene che Scarponi e Cadel Evans cercheranno sulle grandi montagne di metterlo in difficoltà, ma confida nella sua condizione e nei forti compagni di squadra, tipo Fabio Aru e l'Estone Tanel Kangert, per difendere la maglia Rosa e magari per conquistare una vittoria di tappa che per ora manca alla sua squadra, l'Astana, e che sarebbe una ciliegina su una torta che spera colorata di Rosa.

Guarda il video dell'intervista a Vincenzo Nibali dopo la tappa di Ivrea.

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa

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