Il 2 gennaio del 1960 moriva Fausto Coppi, il Campionissimo del ciclismo italiano e mondiale

Di GIANCARLO COSTA ,

Fausto Coppi (foto federciclismo)
Fausto Coppi (foto federciclismo)

Era il 2 gennaio del 1960, l’Airone chiudeva le ali, moriva Fausto Coppi, il “Campionissimo” del ciclismo italiano e mondiale. All’età di 40 anni, a causa di un attacco di malaria non diagnosticato correttamente, se ne andava non solo un campione del ciclismo, ma un simbolo della rinascita italiana del dopoguerra, un ciclista che aveva vinto 5 Giri d’Italia, 2 Tour de France e il Campionato Mondiale, che faceva scendere sulle strade del Giro d’Italia una folla di persone, che per un attimo almeno avrebbero potuto dire di aver visto passare Coppi, il Campionissimo.
Nel 2019 si sono festeggiati i 100 anni dalla sua nascita, in suo onore suo paese natale, è stato chiamato Castellania-Coppi. Fausto Coppi non era solo un ciclista, uno sportivo, ma un pezzo di storia dell’Italia, che andata in guerra era ritornata, aveva ricostruito dalle macerie il “miracolo italiano”; Fausto Coppi un mito che durerà per sempre.

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa

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