Tour del Monte Bianco in Mountain Bike

Di GIANCARLO COSTA ,

Giro Monte Bianco apertura
Giro Monte Bianco apertura

Il giro del Monte Bianco è uno degli itinerari escursionistici più famosi al mondo. Fatto in mountain bike aggiunge un fascino particolare a tutta la vicenda. Nel racconto di Cristina Borgesio, nostra nuova collaboratrice, tutto il fascino di questo viaggio. Cristina è una ragazza sportiva polivalente, passa dalle gare di scialpinismo, ai raid in bici, al tour del Monte Rosa a piedi, che abbiamo fatto insieme e che presto sarà pubblicato su Snowpassion.

TOUR DEL MONTE BIANCO IN MOUNTAIN BIKE

Di Cristina Borgesio

1 tappa Quassolo-Rifugio Elena - km 127.41 - tempo 8:10:57

ORE 08:00 Si parte, destinazione  Courmayeur, rifugio Elena in val Ferret. Pioggia da Issogne a Chatillon, grandine alla Montjovetta poi ancora pioggia da Saint Pierre a Courmayeur. Gran bella "ravanata" come prima tappa. Lo zaino comincia a farsi sentire...le gambe di più. A Courmayeur compriamo la crema per i nostri poveri muscoli, complimenti ai maschietti del gruppo, ottimi pedalatori, anche io non mi difendo male. Facciamo tappa a La Palud, al bar della funivia, the caldo e cioccolata, la pioggia fuori imperversa. Riprendiamo a pedalare lungo la val Ferret, incredibilmente bella e silenziosa. Giungiamo al rifugio Elena, ultimo tratto di sterrato, non male anche se accusiamo stanchezza. Come nell'alpinismo grande concentrazione e testa bassa. Doccia, cena, birra, tisana, un'occhiata alla cartina per la tappa di domani e poi tutti a nanna. Quando arrivate a Pre St Didier prendete la strada vecchia che comodamente vi porta a Courmayeur. Un saluto a Lucio.

2 tappa rifugio Elena - Champex  - km 35 tempo 3:04:27 dislivello totale 960 metri

Ore 07:00 colazione con pane, marmellata e the. Si parte con la bici in mano verso il Col du Ferret. Bella salita, faticosa, non pedalabile, per poi godere di una discesa da paura! Incontriamo molta gente, tanti che fanno il tour a piedi con i muli (trekking che sta prendendo piede anche in Italia) tutti molto sconvolti dalle condizioni atmosferiche che di certo non aiutano. Italiani in bici neanche l'ombra. Arriviamo a Issere, fa caldo e poi saliamo di 400 metri. Con solo il 5 % pedalabili, per il resto sono cavoli nostri. Salita in bosco da favola, Davis allunga l'occhio e trova dei porcini, così a forza di fare arriviamo a Champex sotto una pioggia insistente. Pernottiamo alla pensione En plain Air dove l'indomani ci servono un'ottima colazione. L'atmosfera trovata a Champex direi che è unica.

3 tappa Champex - Argentiere - km 35 - dislivello 1025 metri - tempo: tutto il giorno!

Mi sveglio lentamente, non può piovere per sempre, che bel risveglio, con la pioggia, ma con un magico sorriso e nello stomaco delle vibrazioni, sento l'adrenalina che sale! Come al solito sveglia ore 06:30, prepariamo lo zaino, grande colazione e via, si parte. La tappa di oggi è tosta, zaino in spalla e bici in groppa, ovviamente la concentrazione è padrona nella nostra mente. Piove a dirotto e fa freddo, ma la rampa che porta al colle ci fa sudare, poi un grande traverso più o meno ciclabile ci fa arrivare al col Portalo, seguiti poi da una discesa di 500 metri molto tecnica: accuso la stanchezza, vorrei mollare tutto, il tempo è  sempre più brutto, son pronta per fermarmi e dire basta! Arriviamo al Col de la Forclaz, passiamo davanti alla dogana, piove di continuo e così a malincuore decidiamo di finire la tappa su strada asfaltata e non più in quota. Arriviamo al Col de Montets e giù ad Argentiere dove prendiamo una stanza per il pernottamento in un ostello. Fine della tappa, oggi molto dura, faticosa ed emozionante. Non ho avuto tempo di pensare, il mio unico pensiero era: "Cri non mollare". Con queste condizioni meteo tutto diventa più estremo, non bisogna mai mollare con la testa, naturalmente se hai una preparazione fisica adeguata.

4 tappa Argentiere- rifugio La Balme - km 50 - dislivello 1705 metri - tempo 06:19

Solita sveglia e mentre facciamo colazione s'inizia a vedere l'Aguille di Midi con il Bianco, che spettacolo! Siamo senza parole, scendiamo nella caldaia a prendere i nostri vestiti, non ancora asciutti, facciamo un po' di manutenzione alle bici e iniziamo a scendere verso Chamonix. Risaliamo le piste da sci della Fouly,  poi prendiamo la direzione per Champel e giù per la "route", anzi giu per il bosco. Che emozione, quota 1000, ultime rampe ed arriviamo a Les Contamines. Il tempo fa paura, nuvole e freddo, ma dove sarà finito il sole? Sparito, decidiamo di portare avanti la tappa e pedaliamo fino al rifugio La Balme. Ci fermiamo a raccogliere i nostri pensieri al santuario di Notre Dame de la George, un posto molto silenzioso e tranquillo, di grande effetto. Due foto ed iniziamo la tremenda salita verso il rifugio. Mamma mia che strada, assolutamente non pedalabile, ma non demordiamo e proviamo a mettere i piedi sui pedali. Arriviamo al rifugio, doccia, letto, cena, tisana e tanta nanna. Bella giornata, bella pedalata. Ogni giorno è tutto molto diverso, tranne la fatica che ci lascia dentro delle meravigliose emozioni. In questa tappa ho incontrato due francesi con cui avevo condiviso la spedizione in Turchia sul Monte Ararat, organizzata da Arturo Squinobal.

5 tappa Rifugio La Balme- rifugio Elisabetta Soldini - km 25 - tempo 8:35' - dislivello 1570 metri

La sveglia suona, la colazione ci aspetta, ma che colazione misera, per fortuna che Andrea aveva ancora lo zaino pieno di barrette. La giornata è splendida, anche il freddo è splendido. Salita verso il Col du Bonhomme 2319 metri. Che gran fatica, troppa neve! Dopo il colle un lungo traverso ci porta al colle Croix du Bonhomme 2433 metri, saliamo ancora di 200 metri ed eccoci al Col de la Fource 2600 metri. Paesaggio eccellente, intorno a noi solo becche innevate, il cielo è di un blu intenso, dentro di noi tanta felicità. Ci riposiamo un po', il posto merita un po' di contemplazione, iniziamo la discesa, piena di neve. Caspita, mi sembra di essere a quota 4500. Zaino, bici, neve da pestare, giù in picchiata fino al rifugio Des Mottets 1870 metri, non vi dico come stanno i miei piedi, completamente cotti ed inzuppati. Giunti al rifugio decido di mollare, sono stanca, voglio fermarmi qui, ma poi con i miei soci si era deciso di concludere il tour del Monte Bianco in cinque giorni, così via, barcollo ma non mollo. In 1h15' siamo al Col de la Seigne 2516 metri, l'adrenalina sale a mille, non potete immaginare la soddisfazione. Finalmente in Italia, scoppio in lacrime, iniziano i festeggiamenti con i miei soci. Mi ripeto che non è ancora finita, bisogna scendere fino al rifugio Elisabetta Soldini, che s'intravede  in lontananza. Alle 19 arriviamo al rifugio, un cambio veloce ritiriamo le bici e le nostre gambe gioiosamente si infilano sotto il tavolo, la cena è prontissima! Continuano i festeggiamenti con birre e tisane, ma poi la stanchezza si fa sentire e ci trasciniamo nella camerata ovvero nel locale invernale.

6 tappa Rifugio Elisabetta Soldini - Rifugio Sogno di Berdzè - km 80 - tempo 6:17' - dislivello 1995 metri

La sveglia è ormai biologica, sono le 6:30', ci alziamo, prepariamo lo zaino, colazione e sedere sulla bicicletta, ci fermiamo per fare un po' di manutenzione alle bici, ne approfitto per fare due foto e via percorriamo la Val Veny a palla, stupendo finalmente il sole ci riscalda, passiamo Courmayeur e tutti gli altri paesi, comincia a fare caldo, arriviamo all'imbocco della valle di Cogne e ricominciamo a salire. A Cogne presi dall'entusiasmo ci rifocilliamo come non mai. Ore 13:30 ripartiamo, 3 km per Lillaz e poi 10 km di sterrato per il rifugio Sogno Berdzè. Esausta, sotto questo sole, imploro ai miei due soci di fermarsi, ho bisogno d'ombra e di una pennichella, forse abbiamo mangiato troppo. Ripartiamo, non penso a niente, non vedo l'ora di arrivare al rifugio, sono le ultime rampe, in lontananza intravediamo il Sogno. Bel posto, il gestore è simpatico. Dopo una doccia relax su un fantastico balcone, da qui si vede tutta la valle di Cogne ed oltre, poi cena, tisana, quattro chiacchere e a letto, domani ci aspetta il rientro.

7 tappa Rifugio Sogno di Berdzè - Quassolo

Niente sveglia per oggi, il tour è giunto al termine. Salutiamo il gestore e con 400 metri di dislivello giungiamo al colle de Fenetre. Siamo molto silenziosi, ci fermiamo un po' al colle ad assaporare il sole mattutino e l'aria frizzante, ma soprattutto raccogliamo i nostri pensieri che ci hanno accompagnato per tutto il tour. Inizia la discesa, Miseren, Dondena, Champorcher, Hone dove saluto i miei soci. Finalmente tutta sola con la mia bicicletta ed il mio zaino arrivo sorridente e al settimo cielo a Quassolo, punto di partenza di quest'avventura indimenticabile. In questi giorni sono evasa da tutto, su in mezzo alle montagne, lontano dalla vita reale e dai problemi quotidiani e non, un ‘utopia? No sono nella realtà, la mia realtà, la mia vita, fatta di fatica e di sport.

-   The end -

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa



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