Tour d’Afrique, pedalare per lo sviluppo!

Di ALBERTO ,

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Si conclude l’edizione 2009 del tour più lungo al mondo

Un’impresa lunga 11.800 km  e durata 120 giorni dal Cairo a Cape Town. Il Tour d'Afrique, partito il 10 gennaio si è concluso il 9 maggio scorso dopo aver attraversato 10 paesi e 2 emisferi. 10 gli intrepidi partecipanti che, scortati da 32 volenterosi ciclisti, hanno attraversato Egitto, Sudan, Etiopia, Kenya, Tanzania, Malawi, Zambia, Namibia ed ovviamente Sud Africa.

Chiunque, disponendo dei necessari mezzi e fondi, può prendere parte all'evento agonistico, purchè disponga di un buon allenamento fisico, di circa 8.000 euro (più spese di viaggio per e dall’Africa) e una buona dose di follia! Volendo si può prendere parte anche solo a specifiche tappe della gara.

Arrivato alla sua settima edizione, il tour continua ad esercitare un certo appeal sui virtuosi del ciclismo mondiale che quest'anno hanno attraversato il globo al ritmo di 70 miglia di viaggio al giorno su strade di sassi e sabbia attraverso il deserto della Nubia.
Un emozionante documentario ne riprende i passaggi più significativi dalle bellissime cascate di Victoria Falls per arrivare finalmente all’Oceano Atlantico.

“Where Are You Go” documenta le oltre 7000 miglia della spedizione per una gara che è un’avventura e si vince anche solo arrivandone al termine.

Travalica i confini dell’impresa sportiva per entrare nella tradizione dell’umanitarismo. Il Tour prevede infatti per tradizione che le biciclette siano donate a persone e organizzazioni bisognose dell'Africa.
Ciò che ispira organizzatori e partecipanti è il desiderio di promuovere la bicicletta come mezzo di trasporto alternativo, di sviluppo sostenibile e a impatto zero. Una piccola grande sfida lanciata a chi non riesce proprio a rinunciare all'automobile e ai governanti dei paesi ricchi e sviluppati.

Per attuare questo obiettivo, la Tour d'Afrique Foundation si propone di raccogliere fondi dedicati a progetti di salvaguardia ambientale in Etiopia (dove saranno piantati alberi di bambù, che producono il 35% di ossigeno in più degli altri alberi) e di promuovere iniziative rivolte allo sviluppo di misure sanitarie e agricole nei paesi dell'Africa.

Il video ha un qualcosa di speciale, assaporatelo ...

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