Primi in Europa per produzione bici ma servono strade sicure per fare meglio

Di EMANUELE ZANGARINI ,

Ex stazione ferroviaria di Vigone. La sede ferroviaria è stata trasformata in pista ciclabile. Fonte: Giorgio Stagni / Wikimedia Commons CC BY-SA
Ex stazione ferroviaria di Vigone. La sede ferroviaria è stata trasformata in pista ciclabile. Fonte: Giorgio Stagni / Wikimedia Commons CC BY-SA

L’automobile secondo dati ISTAT è ancora padrona delle strade ma è la bici a darci il primato. L’associazione europea dei produttori di bici CONEBI riconosce all’Italia su dati 2015 il primo posto per produzione di biciclette nell’Unione Europea con il 18% della produzione europea e il quarto mercato della bicicletta per numero di vendite dopo Germania, Gran Bretagna e Francia con l’8% delle vendite di biciclette all’interno dell’Unione ma solo la metà delle vendite della Francia.

Cosa impedisce agli italiani di usare maggiormente la bicicletta? Il dato più interessante sulle infrastrutture ciclabili viene da un’elaborazione Continental dei dati ISTAT e riguarda l’aumento delle piste ciclabili, cresciute per numero di chilometri del 47,7% nei comuni capoluogo fra il 2008 e il 2015.

Secondo l’associazione amici della bicicletta FIAB l’aumento del numero di chilometri di piste ciclabili non è però legato necessariamente alla qualità della mobilità ciclabile, ed è questa ad aumentare l’attrattiva delle due ruote. Se la ciclabilità è la torta, sostiene l’associazione, le piste ciclabili sono la farina e una torta di sola farina non si è mai vista.

Una pista ciclabile che finisce contro un muro o sulla quale posteggiano le auto non serve, anzi. Strade e percorsi insicuri influiscono così molto più delle comuni abitudini che dovrebbero metterci al sicuro quando andiamo a scuola, a lavoro o per svago in bicicletta, ad esempio l’uso del casco.

Il Comitato Economico Sociale Europeo CESE dimostra come indossare il caschetto influisca meno della qualità delle infrastrutture nell’aumentare la sicurezza dei ciclisti. Nel 1998 solo un ciclista olandese su mille indossava il casco e a fronte di un miliardo di chilometri percorsi si verificarono 20 incidenti mortali. In Finlandia nello stesso periodo un quinto dei ciclisti indossava il caschetto ma la mortalità per chilometro era più che doppia. A fare la differenza le migliori infrastrutture ciclabili dell’Olanda.

Il Ministero dei Trasporti, che ha conservato il ministro Delrio al proprio posto nonostante il rimpasto di governo di dicembre, ha stanziato 12,3 milioni di euro. Lombardia, Lazio e Veneto e Toscana sono però le uniche a ricevere più di un milione di euro in finanziamenti per la ciclabilità a scapito delle altre regioni.

Basteranno questi investimenti a migliorare la ciclabilità nelle nostre città? A giovarne sarebbero l’industria ciclistica e la salute delle città.

Per approfondire

Mobilità urbana, ISTAT 2016

2008-2015: aree pedonali +27,2%, ZTL +5,1%, piste ciclabili +47,7%, Continental 2016

L’equivoco ciclabile, FIAB

Some cycling statistics, CESE

European Bicycle Market, CONEBI 2016

Alle Regioni 12,3 milioni per le ciclabili, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, 23-12-2016

  • Curo le rubriche di ambiente, energia, della ciclabilità e della mobilità sostenibile di bici.tv e outdoorpassion.it. Seguo la parte tecnico-informatica di Outdoor Passion dal 2007 quando portava il nome di Sport Communities. Twitter: @emazangarini Facebook: emanuele.zangarini

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