Il Giro d’Italia Ciclocross è iniziato a Ferentino

Di GIANCARLO COSTA ,

A Ferentino il Giro d'Italia Ciclocross (foto organizzazione)
A Ferentino il Giro d'Italia Ciclocross (foto organizzazione)

L’incoscienza dei vent’anni, il coraggio di una vita. Vince chi più osa e così quando ha capito di avere le gambe giuste al momento giusto è partito e non lo ha preso più nessuno. Per Federico Ceolin, nuovo acquisto della squadra di patron Guerciotti al Giro d’Italia Ciclocross arriva la maglia rosa e la maglia bianca dopo aver animato la corsa open con una lunghissima fuga solitaria. Sul campo delle Molazzete di Ferentino, dove l’entusiasmo organizzativo della MTB Leda Ferentino Bikers ha incontrato l’affetto e l’esperienza dell’ASD Romano Scotti per la prima tappa dell’undicesima edizione, Il giovane Ceolin corona una giornata di festa del ciclismo, in cui 720 atleti, tra agonisti, master e giovanissimi (compresa la promozionale per i G1-G5 disputata sempre all’interno del Parco delle Molazzete), si sono confrontati all’insegna della comune passione, quella del ciclocross.

Inizialmente scortato dal compagno Stefano Sala, che man mano ha perso contatto, è stato a lungo inseguito da Stefano Capponi, tenace ma tutto sommato a bagnomaria. Perché alle sue spalle rinvenivano sempre più prepotentemente Antonio Folcarelli e Martino Fruet. Merita una menzione d’onore il giovane laziale, maglia rosa uscente; Folcarelli è infatti caduto in partenza e ha fatto segnare tempi sul giro stratosferici, rimonta compresa, prima di doversi accontentare della piazza ai piedi del podio per via di una sfortunata rottura del cambio. Proprio nel momento in cui il gap del veneziano Ceolin sembrava aver raggiunto la soglia minima, il trentino Fruet è partito in contropiede. Sembrava la fotocopia di Piani di Luzza del 2018, ma ha trovato però pronto Capponi, che non si è lasciato sfuggire un felice transito sotto la bandiera a scacchi. Come secondo, però, perché poco più avanti Ceolin stava già festeggiando due colori decisamente insoliti per La Selle Italia Guerciotti: il bianco e il rosa. «Sono super felice di come ho corso – ha commentato come per conferma il veneto - Siamo partiti subito forte e dopo due giri mi sono trovato da solo e ho provato sino alla fine. È grandioso essere arrivato sino in fondo resistendo alle rimonte. Dedico questa vittoria alla squadra che mi ha dato fiducia quest’anno e al mio allenatore. Il ciclocross d’inverno è tutto».

Questa di Ceolin, dunque, è solo la punta dell’iceberg di una giornata perfetta. L’undicesima edizione del Giro d’Italia Ciclocross è davvero partita sotto una buona stella (in fondo il sole splendeva alto in cielo). Percorso veloce, ma al tempo stesso estremamente tattico e complesso da interpretare, difficoltoso sul finale a causa dei numerosi sobbalzi e della morbidezza a tratti del terreno. «Quello di oggi è stato il miglior benvenuto che potevamo aspettarci – ha commentato Sergio Scotti, vice presidente dell’ASD Romano Scotti – una festa in cui tutti ci siamo ritrovati grazie alla meravigliosa ospitalità della MTB Leda Ferentino Bikers della super presidentessa Ornella Amantini e del sindaco Antonio Pompeo. Grazie a tutti, specialmente a quelli che hanno fatto centinaia di chilometri per venire qui da noi. Abbiamo rotto il ghiaccio e sono sicuro che tutti i prossimi organizzatori affronteranno l’avventura con la giusta carica di entusiasmo».

BARON(ESSA) IN ROSA – Non sono mai avare di emozioni le gare femminili al Giro d’Italia Ciclocross. A maggior ragione se in gara ci sono le migliori tre del panorama under 23 italiano. Cosa aspettarsi, in fondo, da nomi del calibro di Sara Casasola, maglia azzurra della DP 66 Giant SMP, Francesca Baroni (Selle Italia Guerciotti) e Gaia Realini (Vallerbike)? Non c’è dubbio, una gara incerta, tiratissima e spettacolare sino alla fine. Basti pensare che le tre se le son suonate di santa ragione senza mai riuscire a fare la differenza. Almeno sino all’ultimo giro, quando l’affondo della Casasola ha sfilacciato il trio.
Giochi fatti? Tutt’altro, la Baroni recupera, mette il turbo e supera l’avversaria sul rettilineo d’arrivo, conquistando la maglia rosa con un urlo liberatorio. Che sia la rivincita di Milano? Chissà, quel che conta è che lo spettacolo sarà garantito per tutto il Giro. «La corsa si è decisa davvero negli ultimi 10 metri con la volata finale – ha spiegato la Baroni, neo maglia rosa del GIC - Devo dire che dall’ultima curva sono uscita per seconda e non sapevo come sarebbe potuta andare a finire, mi son detta o la va o la spacca e ce l’ho messa tutta sino alla linea d’arrivo. Sono contenta come è andata questa gara, con cambi di ritmo e fino all’ultimo eravamo in tre a lottare per la vittoria. Questi colori, poi, i colori del Giro d’Italia Ciclocross, stanno bene su tutto, ma su quelli della Guerciotti ancora di più».

E le sorprese non sono finite. La maglia bianca della miglior giovane, assegnata alla categoria junior, è andata a una strepitosa Lucia Bramati al termine di una intesa sfida con Nicole Pesse. Un festeggiamento sul traguardo che tradisce la gioia della conquista della maglia bianca «Sono felicissima di essere partita così, è stata una grande lotta con Nicole che si è conclusa con una volata vincitrice- è il commento di una felice Lucia Bramati con il bianco e il rosa sulle spalle - Oggi era un percorso abbastanza veloce, di quelli che mi piacciono. Non credevo di fare così bene, ma cercherò di difendere la maglia anche su tracciati più tecnici. E poi devo dire che il salto di categoria si sente, queste qui vanno forte eh (ride, ndr). Non si scherza più, si comincia a far sul serio, è quello che ho sperimentato all’estero già da due settimane».

PER CINQUE CENTIMETRI (JUNIORES) - Gestire la pressione della prima gara importante di stagione è difficile forse più di vincere per soli cinque centimetri. Lo sa bene Manuel Capra (Veloce Club Borgo) che solo dopo la linea d’arrivo ha avuto la certezza di aver vinto la tappa e soprattutto la maglia rosa dopo una incertissima gara Juniores. A farne le spese un generoso Daniel Cassol (DP 66 GIANT SMP) dopo aver dettato il ritmo per tutta la gara: «Avevo già corso in Repubblica Ceca, ma non era andata benissimo. Oggi partivo carico e pronto a fare una bella gara. È andata bene, siamo rimasti in due e ho cinto per cinque, forse tre centimetri. Io sono rimasto coperto, ha tirato Daniel (Cassol, ndr) e io ho disputato la volata, dando energia alla mia velocità». In realtà tutta la gara è stata spettacolare, caratterizzata dalla fuga di un trio (c’era anche Davide De Pretto della Borgo Molino Rinascita Ormelle, che ha ceduto negli ultimi due giri) e da un’accesa rimonta, poi non del tutto concretizzata, guidata dal biscegliese Ettore Loconsolo (CPS Professionale e 4° al traguardo).

A CARICA DEI CENTOVENTI (ALLIEVI) - Una gara tiratissima e molto tattica. Ma alla fine ha vinto e ha vinto in casa. Un’emozione che difficilmente dimenticherà Federico De Paolis (Folcarelli Race Mountain), anche perché gli è valsa la maglia rosa nella categoria Allievi al termine di una corsa interessante e soprattutto satura di atleti, con ben 120 giovani ciclisti al via tra i 15 e i 16 anni. Tappa vietata ai cardiopatici, questa di apertura dell’11° Giro d’Italia Ciclocross, visto che sino all’ultimo momento è rimasta incerta. L’eccessiva strategia ha forse frenato le gambe di Ivan Carrer (Team Eurobike, poi secondo) e Filippo Borello (Cicli Fiorin, 3°), fatto sta che De Paolis ha saputo leggere la corsa e scattare al momento giusto. «È un’emozione stupenda, sono molto contento visto che è il primo confronto con i migliori d’Italia – ha dichiarato la neo maglia rosa- Sono andato in fuga perché sentivo la gamba migliore degli altri e son riuscito a portare il vantaggio sino all’arrivo. Tenere dietro due avversari come Carrer e Borello è una grande emozione, li ho già battuti altre volte e quindi sapevo come gestirmi; non ho dato il massimo perché sapevo ce da loro ci si può aspettare il rientro in qualsiasi momento. Ho forzato solo quando ho avuto la certezza di potercela fare». Gli ha fatto eco Ivan Carrer: «A lungo è sembrato che riuscissi fino alla fine a rientrare, ma Federico De Paolis ce l’ha fatta per una manciata di metri. Ci è mancato uno spunto di forza in più. Non ho aperto il gas sin da subito perché i compagni di fuga sono tutti pericolosi velocisti e finisseur. Ho atteso a lungo ma forse troppo e Federico De Paolis ha allungato in modo decisivo. Dalla gara di oggi sembra che il Giro d’Italia sia estremamente equilibrato e incerto, oggi è stata la prima sfida con tutti i migliori d’Italia. L’importane è essere già tra i primi, il resto si vedrà».

Gara fotocopia con quella dei ragazzi, incerta, aperta e veloce. Ha prevalso, di cuore e di gambe Federica Venturelli (Cicli Fiorin) che ha lottato a lungo con Eleonora Ciabocco (Team Di Federico Pink) per poi batterla in volata. «La corsa è sempre stata aperta, eravamo un gruppetto con dentro 3-4 atlete, all’ultimo io e Eleonora Ciabocco abbiamo allungato – ha spiegato la Venturelli -. Sono pronta a difendere la maglia anche su terreni molto più complessi di quello di oggi, che era estremamente veloce. Io sono stradista e nei tratti tecnici soffro maggiormente, ma difenderò con tutta me stessa questa bellissima maglia».

LE NUOVE E LE FUTURE PROMESSE – È Nicholas Travella (Cicli Fiorin) il migliore in assoluto della categoria Esordienti secondo anno, vincendo su Stefano Viezzi (Libertas Ceresetto) e Matteo Gabelloni (Team Bramati). La migliore delle fanciulle è stata Anita Baima (Cicli Fiorin) dopo una bella lotta con Beatrice Temperoni (Ciclistica Bordighera) e la locale Eleonora La Bella (Punto Bici Aprilia). Daniele Peschi (TRZ Cycling Team) ha vestito la sua prima maglia rosa ufficiale nella speciale classifica dedicata alla categoria ID-2, mentre i migliori della promozionale G6 (non valida per la maglia rosa) sono stati Cristian Barra (Elba Bike) e Elisa Ferri (GS Olimpia Valdarnese).

LO SPETTACOLO DEI MASTER – Tantissimi i cicloamatori al via, circa 140, tanto da costringere gli organizzatori a una doppia partenza. La gara dei Master Fascia 2 va a Massimo Folcarelli, che vince su Maurizio Luigi Carrer e Gianni Panzarini in una fotocopia del 2018 qui in Ciociaria, tra le donne il successo e la maglia sono tutti per la laziale Sabrina Di Lorenzo. Nella prima fascia strepitosa vittoria di Fabrizio Trovarelli in volata su Leonardo Caracciolo e Giovanni Gatti. A poca distanza Marco del Missier e Jarno Calcagni.

Fonte organizzazione

  • Snowboarder, corridore di montagna, autore per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it e bici.news. In passato collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999, collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000. Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD e MONTAGNARD FREE PRESS dal 2002 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT nel 2006. Collaboratore della rivista ALP dal 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa

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