Giro d’Italia Ciclocross: a Ferentino vittorie di Cristian Cominelli e Francesca Baroni

Di GIANCARLO COSTA ,

Giro d'Italia Ciclocross a Ferentino (foto federciclismo)
Giro d'Italia Ciclocross a Ferentino (foto federciclismo)

Missione compiuta nel lago di fango delle Molazzete. Il parco del comune di Ferentino si è trasformato in una distesa di terra morbida e acqua per accogliere al meglio il popolo del Giro d’Italia Ciclocross che, da amante del fango purosangue, ha ovviamente apprezzato e ha dato il meglio di sé. Oltre il valore puramente numerico degli oltre 750 atleti al via in 8 partenze (mancavano solo i giovanissimi) è quello tecnico a far brillare gli occhi a chi fa del ciclocross la sua passione. Si sono rivisti in gara tutti i grandi nomi del cross italiano del momento e ciascuno, a suo modo, ha dato spettacolo, rendendo spumeggiante la sesta tappa del GIC, con risultati spesso imprevedibili e numerosi outsider che hanno avuto modo di esprimersi al meglio su un percorso duro.

Quello messo in piedi dalla MTB Ferentino Bikers e dell’ASD Romano Scotti si è rivelato un banco di prova non solo per gli atleti, rimarcando l’importanza della corsa a piedi e dell’equilibrio, ma anche per i meccanici, che sono stati il vero anello forte della catena. Molte delle gare in programma si sono decise per aver azzeccato il cambio corretto ai box e per aver lavato e lubrificato al meglio i mezzi in un’autentica tempesta di acqua nebulizzata. La tappa di Ferentino era anche tappa del molto seguito Lazio Cross – Trofeo Romano Scotti Gruppo Forte e prova unica del campionato provinciale di Frosinone. «Ce l’abbiamo fatta. Per il quarto anno consecutivo abbiamo messo in piedi una grandissima festa con la grande collaborazione dell’ASD Romano Scotti – spiega Ornella Amantini (MTB Ferentino Bikers) - Vedere la felicità negli occhi di tutti e l’adrenalina nei ragazzi, affascinati dal fango, è un bellissimo successo. Grazie a tutti e un abbraccio particolare agli sponsor e all’amministrazione comunale che ci è stata particolarmente vicina».
La laboriosa opera dei team ai box e il grande senso di responsabilità mostrato nel rispetto delle norme anti-contagio non è sfuggito agli uomini dell’ASD Romano Scotti- Sergio Scotti, vicepresidente dell’ASD Romano Scotti ha dichiarato: «Non potevamo chiedere di meglio a Ferentino, al Lazio e al popolo del Giro d’Italia Ciclocross. Nonostante la situazione che stiamo vivendo siamo riusciti ad allestire un grande evento ciclistico, in cui non solo numericamente, ma anche qualitativamente, abbiamo sedotto il meglio del ciclocross italiano. Grazie alle società che fanno centinaia di chilometri per il Giro d’Italia Ciclocross, grazie agli atleti per il loro impegno anche su un percorso difficile come quello di oggi, un grazie grandissimo a Ornella, Aurelio e a tutta la MTB Ferentino Bikers per il grande cuore che hanno profuso nell’organizzare questa tappa». «Dal punto di vista tecnico – gli fa eco il CT della nazionale Fausto Scotti – oggi sono emersi valori molto interessanti e atleti con spiccate caratteristiche, anche outsider. Ma quello che vorrei sottolineare è il lavoro dietro le quinte svolto dai meccanici: è lì che bisogna prepararsi bene per primeggiare in gare come queste, non conta solo l’atleta ma soprattutto l’affiatamento con i suoi meccanici e il loro allenamento a resistere a gelo, acqua e vento e rendere impeccabile il mezzo in pochi minuto. Anche per questo ci si allena, così come un percorso come Ferentino porta alla ribalta un tema importante: è fondamentale abituare i ragazzi anche alla corsa a piedi, che è una componente essenziale di questa meravigliosa disciplina chiamata ciclocross»

Gara maschile

Ci deve essere un legame speciale tra Ferentino, il Giro d’Italia Ciclocross e Cristian Cominelli (Scott). Un triangolo amoroso che giova al bresciano, che qui è particolarmente a suo agio: ne è dimostrazione la vittoria di classe che ha ottenuto sul percorso ciociaro, la terza in sue tre partecipazioni. E se è pur vero che la maglia rosa è particolarmente a suo agio quando c’è da correre a piedi (in fondo è nato podista), bisogna riconoscere che alle Molazzete ha vinto anche con l’asciutto e la velocità. Il successo della maglia rosa ha un sapore speciale, perché è il primo in questa edizione del GIC dopo una serie ininterrotta di (certamente fruttuosi) piazzamenti. «Tre volte che corro qui e tre vittorie – spiega Cominelli - Quando c’è così tanto da fare a piedi io emergo, ma avevo vinto anche sull’asciutto. Sono contento dopo tanti secondi posti di portare a casa la vittoria e conservare la maglia rosa; questo era l’obiettivo. Ora ho qualche punto in più, non era semplice in una giornata d’altri tempi ma ci siamo riusciti». Secondo a oltre un minuto si è piazzato il tricolore Jackob Dorigoni (Selle Italia Guerciotti Elite), ma la vera sorpresa di giornata è la sbalorditiva prestazione di Luciano Rota (Development Guerciotti), che per lungo tratto ha anche guidato la gara. Una gara strana (in cui al via c’era anche il rientrante Gioele Bertolini) che ha visto sovvertiti molti valori in campo e una partenza sprint sia del lombardo Rota che del trentino Andrea Martinelli (outsider anch’egli), entrambi molto a loro agio nei tratti podistici, come conferma il portacolori della Delopment Guerciotti: «Mi dicono sempre che ho sbagliato sport, ma a me piace il ciclismo ed eccomi qua. Sono partito un po’ male, mi sono incastrato con un collega e mi sono ritrovato nelle retrovie. La foga del momento mi ha fatto guadagnare subito, ho sentito di star bene e mi sono portato sulla testa della corsa. Poi è risalito fortissimo Cristian e dopo di lui Jackob, il loro ritmo era troppo forte e sono andato via del mio, cerando di mantenere il podio». Seppur ai piedi del podio (4°) una grande prestazione è stata quella di Luca Cibrario (Development Guerciotti), anch’egli particolarmente a suo agio sui terreni più difficili. Maglia rosa ancora sulle spalle di Marco Pavan (oggi meno brillante del solito).

Gara Femminile

Giornata di grandi rientri: oltre alle consuete protagoniste del GIC si rivedono ai nastri di partenza delle vecchie conoscenze del ciclocross italico. Ci sono infatti Rachele Barbieri, Silvia Persico e Chiara Teocchi. È proprio la bergamasca a fulminare tutte in partenza e a dominare il primo giro, salvo poi essere ripresa dalla coppia scatenata di casa Guerciotti, Francesca Baroni e Gaia Realini, che hanno impresso alla gara un ritmo insostenibile per le altre. Solo Silvia Persico (Valcar) ha provato a tenere il ritmo per poi consolidarsi saldamente in terza posizione. Correndo per penultime e dopo ben sei gare le ragazze hanno trovato un percorso particolarmente impegnativo, non pochi i ritiri di spessore, come quello di Casasola e Rumac. Nelle fasi finali l’allungo decisivo della maglia rosa ci consegna questa classifica: 1^ Francesca Baroni (Selle Italia Guerciotti Elite); 2^ Gaia Realini (Selle Italia Guerciotti Elite); 3^ Silvia Persico (Valcar). La Baroni ha commentato: «Sono partita male, non sono riuscita ad attaccare il pedale, ma ho rimontato subito, ho cercato di controllare le forze perché su un percorso così particolare dove c’era tantissimo da correre a piedi bisognava stare attenti. All’ultimo giro, con Gaia, ho pensato: o la va o la spacca. Mi è andata bene, ma è stata davvero una gara dura, dura dura. Sono contenta di aver vinto e desidero dedicare questa vittoria alla mia migliore amica Elena, con cui purtroppo non riesco a vedermi spesso, le avevo promesso una vittoria e poi vorrei salutare mia mamma che oggi mi ha seguita da casa». Si conferma maglia bianca Alice Papo.

Fonte Federciclismo

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa

Commenta l'articolo su Twitter...

Può interessarti